Bianco e Nero Giacomelli

La fotografia, considerata quale espressione artistica a sé stante e non solamente quale supporto allo svolgimento di un tema trattato nell’ambito di altre manifestazioni (si veda la mostra fotografica dedicata al giapponese Kazuyoshi Miyoshi nell’ambito dell’evento culturale “Oriente e Occidente” organizzato nel 2004) non aveva ancora avuto spazio nel cartellone di Castelbasso Progetto Cultura proprio perché era intenzione dell’Associazione Amici per Castelbasso creare per essa un evento apposito. L’arte fotografica, ormai universalmente riconosciuta come tale dopo le polemiche sulla meccanicità e riproducibilità senza limiti dell’immagine, con l’avvento della fotografia digitale rischia di stemperarsi in un mare di immagini che sommerge la vita di tutti, dentro e fuori casa. Non è ovviamente una scoperta nostra perché moltissimi lo fanno già, ma anche l’Associazione Amici per Castelbasso, volendo sperimentare un’altra iniziativa culturale riguardante la fotografia, ha ritenuto di proporre un parametro qualitativo al quale attenersi anche per il futuro. E questo parametro non poteva essere che Mario Giacomelli, da molti ritenuto il più grande fotografo italiano. Di qui la decisione di non rinunciare alla sfida di creare il pretesto per riproporre ancora Castelbasso come luogo di incontro culturalmente stimolante. Si è pensato, perciò, a un pubblico abbastanza curioso da sfidare il freddo dicembrino per ascoltare i propri passi sul selciato del borgo e quindi sporgersi alle finestre-immagini aperte sul mondo creato dalla magia di un grande della fotografia come Mario Giacomelli, appunto. Al grande marchigiano, dunque, è stata dedicata una mostra dal titolo “BIANCO E NERO GIACOMELLI”.

La mostra castelbassese è stata l’occasione per conoscere aspetti inusitati del “mestiere” fotografico di un artista figlio di una terra cugina dell’Abruzzo, quella delle Marche, e quindi a quella molto simile. In collaborazione con la “Galleria Rizziero Arte” di Pescara, per la prima volta è stata esposta una selezione di rare fotografie di Mario Giacomelli, realizzate in grande formato. L’artista marchigiano, famoso per lo schianto luce/buio, bianco/nero delle sue immagini, era solito stampare i propri scatti sul tipico formato 30×40 cm. Di rado scelse un formato diverso, più ampio, con misure che si attestarono attorno al 70×100 cm. Ebbene proprio quelle foto, rare per le grandi dimensioni e inusualmente numerate in tirature limitate a pochi esemplari, sono state esposte nei fondachi castelbassesi. Un’ambientazione ideale per la sensibilità giacomelliana, attratta dai contrastati chiaroscurali della terra d’Abruzzo, come dimostrato dalle fotografie scattate a Scanno. Un accostamento sentimental/fotografico, quello tra Giacomelli e Castelbasso, che non sarebbe dispiaciuto al grande marchigiano, perché anche nel nostro borgo, aspro come Scanno, egli avrebbe scoperto e poi perso baleni di rare presenze nei vicoli, come attimi di luce che si spegne nell’ombra di un uscio socchiuso.

Giacomelli 2006