Manifestazione estiva
- Sezione Arti Visive
- Sezione Didattica
- Sezione Enogastronomia
- Sezione Letteratura
- Sezione Musica Antica
- Sezione Musica Contemporanea
26 giugno – 29 agosto
Offrire un’emozione. Non è scritto nello statuto della Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture, costituita nel 2008 per consolidare Castelbasso, valorizzandone le peculiarità architettoniche, urbanistiche e ambientali, come spazio d’incontro e confronto tra le più alte espressioni creative dell’uomo. È il tratto distintivo, però, dell’idea progettuale della Fondazione, che vuole trasformare la visita a Castelbasso in un’esperienza e il ricordo in un’emozione. Un risultato non facile, perché postula sensibilità e curiosità intellettuali da parte del visitatore il quale, comunque, ha tutto l’agio per farsi intrigare, nell’estate castelbassese del 2010, da occasioni come queste:
- due eventi espositivi che suggeriscono rimandi tra l’estro uno e bino di Alighiero Boetti e le creazioni binarie degli artisti “au pair” per la Sezione Arti Visive;
- la Sezione Musica Antica con la rassegna “D’estate l’Organo”, curata dall’organista di fama mondiale Roberto Marini, della quale è protagonista uno strumento settecentesco che concerta con cori e cantanti, chitarrone, flauto traversiere, oboe, tromba;
- la forza creatrice della parola e il suo librarsi sopra il fluire dei tempi, messi in evidenza nei tre incontri-conversazioni con romanzieri di fama, condotti per la Sezione Letteratura dal curatore Renato Minore, critico, docente e scrittore;
- il pentagramma elaborato dall’elettronica rielaborata dall’estro creativo dei cantanti della Sezione Musica Contemporanea, nella quale si combinano inventiva provocatrice, sagacia interpretativa e rivisitazioni originali con il “fai da te” strumentale e scenografie video;
- la Sezione Enogastronomia con tre appuntamenti con i prodotti più genuini dell’arte culinaria abruzzese;
- la Sezione Didattica per chi vuole tentare un primo approccio con l’arte contemporanea e anche la storia di Castelbasso.
Occasioni da non perdere, dunque, perché, come fili di una trama culturale che avviluppa il visitatore, lo straniano in una dimensione che sa di antico, ma reca i segni di un presente del quale vale la pena apprezzare il gusto. È la magia, la quarta dimensione di Castelbasso, che regala un’emozione da conservare con i ricordi più belli, giù, in fondo al cuore.






