ENOGASTRONOMIA

A tavola siamo tutti "provinciali"


“Sull’acqua comanda Iddio!!!”, scrive Ignazio Silone in “Fontamara”. Si potrebbe aggiungere che sul vino e il cibo possono dire la loro anche gli uomini, nel nostro caso gli Abruzzesi. I quali vantano un’illustre tradizione enogastronomica plurisecolare di cui quelli di oggi sono degli eredi e continuatori. L’Abruzzo è considerato, infatti, tra le regioni italiane capaci di conservare meglio l’ambiente, le tradizioni e le abitudini alimentari che poggiano sulla forte identità territoriale. Partendo dall’Atlante dei Prodotti Tradizionali, uno straordinario compendio sulla storia delle produzioni e preparazioni tipiche curato dalla Regione Abruzzo e dall’ A.R.S.S.A., Castelbasso, diventato ormai una vetrina dell’Abruzzo da bere e da mangiare, ha ospitato nel 2007 nella suggestiva Piazzetta di fianco alla chiesa un vero e proprio teatro. Sul “palcoscenico” (una pedana, in realtà) si sono alternati grandi cuochi e artigiani agroalimentari di eccellenza per proporre quattro cene tematiche con i prodotti e con le ricette delle quattro Provincie abruzzesi, preparate e raccontate in diretta sotto l’occhio delle telecamere. I partecipanti hanno assistito alle “esibizioni” e degustato alcune straordinarie ricette, tradizionali o innovative nelle cotture e negli accostamenti, accompagnate dai grandi vini abruzzesi.

12 agosto
TERAMO, i calanchi e il Gran Sasso
La cucina teramana è nota per la sua indubbia originalità dovuta agli influssi delle tante culture lasciate dalla storia. Reminiscenze medievali e contaminazioni francesi, cuochi al servizio dei nobili e sapienze contadine ci hanno lasciato prodotti rari e preparazioni antiche: dalle mazzarelle alla n’docca-n’docca, dal tacchino canzanese alle virtù, fino al libretto di fichi.

19 agosto
CHIETI, i trabocchi e la Maiella
La provincia di Chieti con Villa Santa Maria patria dei cuochi e Fara San Martino capitale della pasta, è anche un territorio esteso dove la civiltà rurale e marinara ha radici solide e importanza economica. Ecco dunque la scapece, la ventricina del Vastese, la ciabbotta, le pallotte e l’agnello cacio e uova, le corde delle chiochie, il bocconetto frentano, le nevole di Ortona e il torrone di Guardiagrele.

22 agosto
L’AQUILA, gli altopiani e i parchi
Le tradizioni alimentari aquilane ricordano rocce e transumanze, dove le ricette rimandano ai prodotti agropastorali come la patata del Fucino, lo zafferano de L’Aquila, l’aglio rosso di Sulmona, le lenticchie, l’incanestrato di Castel del Monte, il caciofiore , le mortadelle di Campotosto.

26 agosto
PESCARA, la città e l’entroterra comunale
La più giovane delle provincie abruzzesi ha saputo creare specialità territoriali peculiari riscoprendo o rivisitando prodotti e antiche ricette delle festività religiose e dei riti agrari. È il caso del pecorino di Farindola e del parrozzo, della fracchiata e dei gustosi arrosticini, dei maccheroni alla mugnaia, del liquore Centerbe, dei fagioli tondini del Tavo fino alle rimpizze e al fiadone.