Alchimie del Mito

Gastini, Icaro, Mainolfi, Nunzio, Zorio

a cura di Silvia Pegoraro
12 luglio - 24 agosto 2003

Come sintesi della ricerca su “Mito e Simbolo”, nel 2003 è stata proposta una rivisitazione riassuntiva del tema con la mostra “Alchimie del Mito”, operata attraverso la sensibilità personale e intima di cinque Maestri dell’arte contemporanea.

Marco Gastini con la sua pittura ha dato dimostrazione di come sa creare, nell’elaborazione delle opere, nuove spazialità con la maestria nell’uso dei colori e di materiali diversi; Paolo Icaro, scultore del divenire, ha usato i fondaci come teche erose dal tempo ma illuminate dal nitore dei suoi gessi, nei quali erano leggibili gli interventi dell’artista e il trapasso della materia dall’informe alla forma; Luigi Mainolfi, anche lui scultore, nelle sue terrecotte, “generate” secondo un processo naturale di creazione e quasi formate dagli spazi espositivi, ha lasciato intravedere paesaggi interiori mitici e fiabeschi, non mancando di stupire anche in questa occasione; Nunzio ha manipolato da maestro materiali eterogenei che tuttavia hanno composto opere in cui erano riconoscibili i valori del disegno e dell’architettura, e che dell’architettura castelbassese si sono avvalse; Gilberto Zorio, artista alchemico nella combinazione e trasformazione degli elementi materici, nei suoi alambicchi ha fuso esperienze antiche e tecniche moderne per trasmettere l’energia dell’opera d’arte.
Una ricerca difficile ma mai rinunciataria quella di questi artisti che non si accontentano di una forma apparente e accettata, ma indagano in una sostanza che non si disvela al primo approccio e che di essa danno una interpretazione mediata dalla loro sensibilità e dalla loro cultura di artisti, destinati, loro parte e finiti, a confinare il tutto e l’infinito nelle loro opere.

Catalogo edito da Skira, Milano.

[Scarica PDF]