Attraverso l’arte del ‘900 italiano.

Pop Art, Arte Povera e tendenze del Contemporaneo.

a cura di Francesco Poli
CASTELBASSO 17 marzo – 6 maggio 2012

Attraverso l’arte del ‘900 italiano. Pop Art, Arte Povera e tendenze del Contemporaneo è stato il secondo appuntamento di un progetto espositivo promosso dalla Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture, realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Viaindustriæ di Foligno, che nella sua integrità ha fornito un quadro sintetico e didattico dell’arte del Novecento in Italia, dal Post-impressionismo fino al Contemporaneo. Tale iniziativa ha portato a Castelbasso nella passata primavera le opere dei grandi artisti italiani, dall’inizio del secolo scorso alla seconda guerra mondiale, e con il 2012 ha consentito di ammirare, nella sede della Fondazione Malvina Menegaz, una selezione di capolavori rappresentativi dell’arte italiana dagli anni ’60 alle tendenze più attuali. Il progetto è stato possibile grazie alla presentazione di una collezione privata, il cui illuminato artefice in oltre trent’anni di ricerca ha messo insieme opere d’arte nodali, in una sorta di museo ideale delle arti visive del XX secolo. Nello specifico, questo secondo appuntamento espositivo ha fornito uno spaccato dei mutamenti intercorsi nei linguaggi dell’arte contemporanea e che sono a fondamento del fare artistico attuale. In mostra i principali movimenti e le tendenze significative della seconda metà del Novecento, organizzati in piccole sezioni espositive, sono stati messi a fuoco e documentati con opere chiave di quegli artisti che hanno segnato il periodo storico in questione.
Ad aprire l’esposizione in termini cronologici un Décollage di Mimmo Rotella rappresentante del Nouveau Realisme teorizzato da Pierre Restany, e la famosa Merda d’artista di Piero Manzoni, precursore del Concettuale italiano. Con le opere di Mario Ceroli e Valerio Adami dei primi anni Sessanta si intercettano i dettami della Pop Art, mentre i lavori di Bruno Munari, Getulio Alviani, Piero Dorazio ed Enrico Castellani precisano le istanze dell’Arte Programmata. In mostra anche Giuseppe Chiari, unico artista italiano partecipante a Fluxus, ed Eugenio Miccini con la sua ricerca nell’ambito della Poesia Visiva, libera contaminazione tra parola e immagine. L’Arte Povera, fenomeno prettamente italiano teorizzato nella seconda metà degli anni Sessanta da Germano Celant, ha presenziato con nomi di artisti quali Alighiero Boetti, Mario Merz e Giulio Paolini. L’Arte Concettuale è stata testimoniata da due dei suoi protagonisti, Gino De Dominicis ed Emilio Prini, mentre con Franco Vaccari è stata documentata anche l’arte interattiva e sociale degli anni Settanta. Nella sala che chiudeva l’esposizione l’opera di Enzo Cucchi, indiscusso maestro della Transavanguardia, fortunata corrente così battezzata da Achille Bonito Oliva, è stata affiancata alla figurazione retrò di Gian Marco Montesano, esponente della Pittura Mediale; le opere di Stefano Arienti e Mario Airò hanno chiuso gli anni ‘80. L’ultimo decennio del secolo è stato testimoniato dai nuovi linguaggi multimediali di Luca Vitone, Sabrina Mezzaqui e Vanessa Beecroft. A corredo delle opere, nel percorso espositivo, un ricco apparato di testi e documenti ha fatto da supporto al visitatore per comprenderne il contesto storico e culturale. In tal senso la mostra si è posta come uno “strumento” propedeutico, finalizzato alla conoscenza e alla fruizione autentica dell’arte.
In tale prospettiva si è voluto sensibilizzare il pubblico verso l’arte anche grazie ad una serie di iniziative collaterali: percorsi educativi in mostra, laboratori per le scuole di ogni ordine e grado, un numero speciale di Latte, free press di arte contemporanea, ed infine la pubblicazione dell’ omonimo catalogo, curato da Viaindustriæ, concepito come strumento educativo scolastico che raccoglie e documenta le opere dell’intera Collezione.