Bianco e nero Giacomelli

8-10 dicembre 2006

Il borgo medioevale di Castelbasso ha ospitato una mostra dedicata a Mario Giacomelli, Maestro indiscusso della fotografia italiana e mondiale.
All’interno delle suggestive architetture dei fondaci castelbassesi è stato possibile intraprendere un percorso fotografico all’interno dei paesaggi interiori, e non, dell’artista. Giacomelli, infatti, attraverso i suoi scatti ha sempre inteso rappresentare la natura, la realtà rurale, le persone del centro-sud Italia, focalizzando l’attenzione del suo obiettivo sui loro paesaggi interiori. Attratto dalle visioni sospese nel tempo, Giacomelli ha dato vita a una serie di foto, che sono opere d’arte rappresentanti un mondo e le sue genti, visti nella loro dimensione realistica-interpretata per lasciar intravedere ciò che vive sotto il velo dell’apparenza.
“Le foto sono l’impronta del mio intervento in uno spazio, la mia creazione. Le mie immagini sono intrise di vita, del senso tragico del momento”. Così il grande artista spiegava le sue creazioni.
“Per me non è importante la foto singola”, scriveva Giacomelli parlando della sua vocazione per la fotografia, “ma la serie, il racconto. Ciò che conta è quel che nasce nella mia mente”. I paesaggi contrastati e potenti e i volti scandagliati nelle loro pieghe interiori diventano nelle sue fotografie visionaria lettura dei segni tragici della terra e dell’uomo. Le immagini sono, ogni volta, narrazioni e racconti di vita vissuta, storie di realtà estrema: componimenti poetici scaturiti dai movimenti introspettivi nella vita del fotografo, che molto spesso nella poesia trovava l’ispirazione per le sue opere.
La mostra è stata ideata come una sintesi del percorso artistico del Maestro, un richiamo per cenni ai temi da lui trattati, attraverso l’esposizione di rarissime foto sviluppate in grande formato personalmente da Giacomelli. Il borgo di Castelbasso, nel contrasto di luci e ombre dei suoi fondaci, ha rappresentato la location ideale per l’opera giacomelliana che in tal modo viene esaltata nei suoi bianchi accecanti e neri profondi.
Nei fondaci del borgo castelbassese sono stati visibili le immagini del formato 70 x 100 sopra ricordate, mentre presso la sala “Carino Gambacorta” della Banca di Teramo sono state esposte le foto nel formato 30 x 40 utilizzato abitualmente dal Maestro.


Visione dell'istallazione della mostra
Visione dell'istallazione della mostra
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Visione dell'istallazione della mostra
Visione dell'istallazione della mostra
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