Etegami.

Mostra di cartoline


Alla scoperta dell’Italia:
il Bel Paese nei disegni dei bambini giapponesi

Vi è l’uso, in Giappone, di una originale forma di comunicazione diretta e personale: spedire un “etegami”, una cartolina postale, cioè, disegnata dal mittente (“etegami” significa disegno in giapponese), il quale, lungi dall’aver l’obbligo di essere un provetto disegnatore, deve solo tracciare linee in modo spontaneo ma con diligenza e lentamente, che rappresentino un soggetto (fiori, frutto o altro) da corredare poi con una frase sintetica ma scritta col cuore.

L’Istituto Italiano di Cultura a Tokio ha pensato di ricorre a questa abitudine giapponese per invitare i bambini di quel Paese a spedirgli un “etegami”, dove ciascuno di essi rappresentasse la propria idea dell’Italia. 25.000 “etegami” di altrettanti bambini di 2.600 scuole tra elementari e medie hanno inondato l’Istituto; dal loro esame è emersa un’interpretazione dell’Italia vasta e varia, colorata e allegra.

Di quella gran massa di cartoline è stata fatta una selezione utilizzata per allestire una mostra che ha avuto grande successo di pubblico e di critica prima a Tokio poi a Roma e a Torino. Nel 2004 gli “etegami” sono arrivati a Castelbasso a portare il messaggio di amicizia e il punto di vista dei piccoli del Paese del Sol Levante: è stata una ulteriore occasione di conoscenza tra Oriente e Occidente che Castelbasso Progetto Cultura ha offerto anche per ricambiare l’affettuosità espressa dalla frase che la bambina Mikie Otsuka aveva scritto sul suo etegami: “Agli italiani si intonano i fuori”.

Davvero lusinghiero, solo che si noti che il pensierino arriva dalla patria dell’ikebana.


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