FABIO MAURI

1968-1978

a cura di Laura Cherubini
22 Luglio - 2 Settembre
Palazzo De Sanctis, dal martedì alla domenica, dalle 19.00 alle 24.00. (Lunedì 13 agosto aperto)

Fabio Mauri è nato a Roma nel 1926.
L’attività di Mauri è molto estesa: comprende teatro, performance, installazione, pittura, teoria, insegnamento, come elementi di un unico luogo espressivo.
Lavora alla Casa Editrice Bompiani a Roma e a Milano dal 1957 al 1975. Nel 1979 gli viene offerta la cattedra di Estetica della Sperimentazione all’Accademia di Belle Arti de L’Aquila, dove insegna fino al 2001.
Opera nelle file dell’avanguardia italiana dal 1954. I suoi primi monocromi e Schermi risalgono al 1957. Negli anni ’70 Mauri rivolge l’attenzione alla componente ideologica dell’avanguardia linguistica. Sono gli anni di Ebrea (1971). Compone una prima grande performance Che cosa è il fascismo a Roma (1971), che ripeterà alla Biennale di Venezia e a New York. Quindi Natura e Cultura, Oscuramento e Muro d’Europa a Die Appel di Amsterdam. Nel 1974 è invitato nuovamente alla Biennale di Venezia, dove sarà anche nel 1978 con l’installazione I numeri malefici, nel 1993 dove realizza il Muro Occidentale o del Pianto e nel 2013 con la performance Ideologia e Natura del 1973. Nel 2015 sarà nuovamente alla Biennale invitato a rappresentare l’Italia nel padiglione Centrale.
Allestisce la performance Che cosa è la filosofia. Heidegger e la questione tedesca. Concerto da tavolo nel 1989 per il Centro Multimediale Quarto di S. Giusta, L’Aquila.
Nel 1994 la sua prima retrospettiva Fabio Mauri Opere e Azioni. 1954-1994 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Nel 1996 allestisce Le Proiezioni al Moca di Los Angeles, al Wexner Center for the Arts, (Ohio), al Museum of Contemporary Art di Chicago e al Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Una seconda retrospettiva è presentata nel 1997 alla Kunsthalle di Klagenfurt. Nel 1999 é in Minimalia: da Balla a … al P.S.1 di New York. Nel 2000 è presente a Novecento. Arte e Storia in Italia, presso le Scuderie del Quirinale a Roma.
L’ultima retrospettiva è allestita nel 2003 a Le Fresnoy, Studio National des Arts Contemporains, Lille. Con l’imponente installazione Inverosimile nel 2007 partecipa a Milano alla grande mostra Not Afraid of the Dark di Emergenze.
Nel 2009 il suo ultimo lavoro Fabio Mauri etc alla Galleria Michela Rizzo di Venezia. Muore, dopo una lunga malattia, nel maggio del 2009.
Nel 2012 è presente a dOCUMENTA(13) a Kassel e al Palazzo Reale di Milano con la mostra Fabio Mauri. The End.
Nel 2013 l’installazione “Warum ein Gedanke einen Raum verpestet?/ Perché un pensiero intossica una stanza?”(1972) sarà riproposta al Palazzo delle Esposizioni in: Anni ’70. Arte a Roma.
Nel 2014 la Fondazione Cima di New York ospita L’Espressionista (1982), performance tratta dalla Gran Serata Futurista 1909-1930 (1980), mentre la Fondazione Proa di Buenos Aires dedica al maestro la sua prima antologica in Sud America.
Nel 2015 la Galleria Hauser & Wirth, prima nella sede storica di New York poi in quella di Londra, gli dedica due mostre personali di grande successo, ripresentandolo a New York nel 2018, nella sua sede centrale.
Nel 2016 al Museo MADRE di Napoli è allestita una delle più grandi retrospettive dedicate all’artista.
La sua arte è presentata in Canada, USA, Austria, Spagna, Olanda, Germania, Polonia, Svizzera, Jugoslavia, Inghilterra. Espone a Vancouver, Toronto, Londra, Edimburgo, alla Kulturhaus di Potsdam.
La sua attività continua attraverso lo Studio Fabio Mauri Associazione per l’Arte L’Esperimento del Mondo.
Mauri ha pubblicato molti saggi su riviste e cataloghi d’arte.
La sua intensa attività è raccolta nel suo ultimo lavoro editoriale Io sono un ariano, ed. Volume!/Roma, Lampi di Stampa/Milano.