Kazuide Takahama.

Tra Oriente ed Occidente

a cura di Silvia Pegoraro
17 luglio - 29 agosto 2004

Kazuide Takahama, architetto e designer industriale giapponese, per illustrare il processo di creazione e realizzazione di un elemento di arredo, ricorre all’immagine del chicco di grano che, nel momento giusto cade in un terreno fertile e, coltivato e curato, dà il frutto sperato. La stessa allegoria può essere utilizzata per raccontare brevemente l’apporto che Takahama, originario dell’isola di Kyiushi nel sud dell’arcipelago nipponico e laureato nel 1953 presso il Tokio Institute for Technology, ha dato al design industriale italiano. Già pregno della cultura natia che privilegia l’essenzialità, l’armonia della parte con il tutto, la realizzazione calligrafica del segno, il seme Takahama ha trovato il suo humus ideale nell’Italia degli anni ’60, gli anni della grande ascesa internazionale del design italiano. A quel periodo risale l’incontro di Takahama con Dino Gavina, industriale e teorico del design il quale lo introdusse nella schiera dei veri e propri pionieri del design italiano, quali sono stati i F.lli Castiglioni, Ignazio Gardella, Caccia Dominioni, Giò Ponti, Vico Magistretti.

Takahama non si è limitato a disegnare mobili dalla assoluta razionalità e dalle ascendenze classiche, ha dato vita anche a nuove concezioni dello spazio, creando relazioni innovative tra questo e i mobili, gli oggetti, le lampade, la luce, le tonalità dei suoi colori. Del designer giapponese sono stati esposti a Castelbasso mobili, lampade, sedie, e, per mezzo di allestimenti scenografici, è stato ricreato un angolo del “Mondo di Takahama”.

Catalogo  edito da Silvana Editoriale