LA STANZA DELLE MERAVIGLIE

Attività e laboratori didattici

1° febbraio - 31 maggio 2017

La stanza delle Meraviglie è la proposta didattica per l’anno scolastico 2016/17, collegata alla mostra Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture. Storie e opere , a cura di Laura Cherubini, che comprende parte delle opere della collezione della Fondazione.
Le attività si rivolgono agli alunni della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado e agli insegnanti che avranno un pomeriggio di incontro interamente dedicato a loro.
Il progetto  è ideato per favorire la riflessione su cos’è una collezione e sul valore culturale delle collezioni all’interno dei musei, per sviluppare l’osservazione, per favorire la condivisione e la scoperta di opere d’arte contemporanea.
La Stanza delle Meraviglie è ciò che in tedesco si chiama Wunderkammer: tra il XVI e il XVIII sec. uomini di scienza e di cultura, divenivano collezionisti perché mettevano insieme, conservavano e ammiravano oggetti curiosi e di ogni genere. Queste raccolte venivano sistemate in delle stanze senza avere una pretesa scientifica ma avevano il compito di “meravigliare”: era un primo passo verso la creazione dei musei.

… e cosa sono in fondo i musei oggi?
Il luogo dove esporre, catalogare e ordinare oggetti che hanno finalità culturali per garantirne la loro conoscenza al pubblico con scopi educativi.
Dunque il primo obiettivo del progetto  è quello di condurre i bambini e i ragazzi a riflettere su cos’è una collezione e sul suo valore culturale.
Marco Belpoliti afferma che “Il vero collezionista è un bambino che ha appreso la difficile arte di abitare nelle cose che ha raccolto, senza fine.”
In effetti i primi collezionisti sono proprio i bambini che esplorano il mondo e si sorprendono attraverso piccoli oggetti: conchiglie, figurine, macchinine, foglie e tutto ciò che possa suscitare in loro curiosità e immaginazione. Collezionare da piccoli è molto positivo perché scegliere un oggetto da collezionare migliora la concentrazione, la capacità di osservazione e di memoria e accresce l’autostima. Inoltre, per un processo di continuità di sensibilità, il bambino che colleziona da adulto manterrà quella ammirazione e passione nei confronti delle cose scelte accuratamente durante la fase dello sviluppo.

… ma qual è la differenza tra l’attività del collezionare e osservare il già collezionato?
E’ tutta questione di condivisione. O meglio di condivisione di valori (ovvio che per valore non si intende il valore d’uso, o non solo). Il collezionista accumula oggetti che per lui hanno un certo valore, una volta messi in mostra tali oggetti saranno condivisi e quindi alla base di questo atto del mostrare c’è l’idea che se una cosa ha un valore per un singolo potrebbe averlo anche per gli altri, potrebbe includere l’altro nel proprio mondo.
Il concetto di condivisione è un altro punto focale per il progetto La Stanza delle Meraviglie, perché la condivisione implica il superamento dell’egoismo. Un bambino, un ragazzo che ha appreso il significato di condivisione sarà un adulto capace di cooperare e socializzare.

Un altro elemento fondamentale legato al collezionismo e che diventa cruciale per il percorso in mostra è lo sguardo.
… perché lo sguardo?
Perché “l’esistenza dell’oggetto corrisponde al suo essere visto, fuori dalla vista non rimane nulla” . Se guardo l’oggetto lo posseggo intrinsecamente. In particolare la visione implicata la comprensione estetica dell’oggetto (è bello? è brutto?).
Inoltre, non è solo l’uomo a guardare le cose collezionate, ma, come in una situazione magica narrata nella fiaba, sono gli oggetti stessi a guardare l’uomo che li ha raccolti. Nelle storie romantiche per bambini di Andersen, le “cose” collezionate si animano, prendono vita nottetempo .

Per informazioni: tel. 0861.508000 – info@fondazionemenegaz.it


Progetto didattico
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