Mito e Materia.

Scultura, altro ed oltre

a cura di Silvia Pegoraro
14 luglio - 19 agosto 2001

È stata una collettiva alla quale hanno partecipato sei artisti, operativi soprattutto come scultori:ROBERTO ALMAGNO (Aquino, 1954), BAHK SEON-GHI (SunSan, Corea del Sud, 1966), NICOLAEVANGELISTI (Bologna, 1972),DAVID FAGIOLI (Roma, 1968),EDUARD HABICHER (Malles, 1956), ASCANIO WELCOMERENDA (Crotone, 1951).

L’opera di tutti questi artisti si presta a un’interpretazione in chiave mitico-simbolica (in linea con il tema conduttore di CASTELBASSOPROGETTO CULTURA 2001, cioè “Mito & simbolo”) pur nella diversità dei modi di affrontare il problema della materia e della forma: dal raffinatissimo uso formale di un materiale arcaico e “povero” come il carbone in Bahk Seon-Ghi (giovane coreano che ha studiato all’Accademia di Brera, presente quest’anno anche alla Biennale di Venezia) ai musicali segni nello spazio tracciati dalle esili sculture in legno di Roberto Almagno; dai cosmi luminosi delle installazioni e delle light-boxes di Nicola Evangelisti, alla tragica e insieme ironica e grottesca rilettura della classicità in David Fagioli; dalle vibranti superfici individuate dai polimaterici nodi spaziali di Eduard Habicher, alla “mitica” narrazione per immagini, attraverso un personalissimo recupero dell’antica tecnica dei mosaico, originariamente aulica e sacrale, in Ascanio W. Renda.
Le rivoluzioni estetiche della modernità hanno innegabilmente comportato un momento decisivo di de-simbolizzazione. Tuttavia, la cancellazione dei simboli tradizionali non rimette in causa la simbolicità innata dell’arte, nonostante le molteplici “s-definizioni” alla quale essa è stata sottoposta durante il secolo XX. La dimensione simbolica, lungi dall’essere storicamente circoscritta e definita, è forse una dimensione inerente all’ “essere-nel-mondo”, così come l’invenzione di forme utopiche è inerente all’esistenza come progetto, come spiegamento critico di possibilità praticabili per l’uomo.

Catalogo edito da BANDECCHI &VIVALDI, Pontedera.