Pensieri e parole in Prosa


Alberto Arbasino, Andrea De Carlo e Giancarlo De Cataldo, tre prosatori nella “Piazzetta letteraria” di Castelbasso, come ormai può essere chiamata piazza Arlini, un fazzoletto di spazio guardato a vista dal campanile, tra la chiesa un orto un melograno e quattro case. Nella Piazzetta fino al 2007 si sono avvicendati alcuni tra i maggiori poeti italiani e stranieri, nel 2008, invece, Renato Minore, curatore della Sezione Letteratura di Castelbasso Progetto Cultura, ha voluto privilegiare la prosa, ovviamente d’autore. Autori, dunque, di talento e di fama come i nostri, che, in una società dove la droga dell’immagine dilava il cervello, per tre serate, a Castelbasso, sono stati protagonisti con la parola scritta e detta, medium, nel senso “umano” del termine, di un linguaggio che non vuole essere più solamente segno, cifra, colore per suggestionare, ma chiarezza, pensiero, veicolo da anima ad anima.
Ascoltando le parole si trovano i pensieri. A Castelbasso succede.

EVENTI 2008

18 luglio
UN’ORA CON ALBERTO ARBASINO
Dai ricordi di Gadda ai giorni del caso Moro

Romanziere, giornalista, critico teatrale e musicale, viaggiatore, Arbasino nei suoi scritti manifesta una esigenza di moderna civiltà razionale ed efficiente che non trova in Italia. Ne sono un esempio i suoi libri “L’ingegnere blu”, dedicato a Carlo Emilio Gadda, e “In questo stato”, cronaca delle settimane drammatiche del “caso Moro”.

25 luglio
UN’ORA CON ANDREA DE CARLO
“Durante”, con chitarra e tabla

De Carlo, scoperto da Italo Calvino, ha presentato il suo romanzo “Durante”: accompagnandosi con la chitarra valorizzata dalle tabla, percussioni indiane suonate da Arup Kanti Das Letture, ha fatto conoscere il suo protagonista, fascinoso ma quasi marziano in un mondo fatto di rapporti tra uomini e donne, amore, amicizia, immaginazione e vita reale

1° agosto
UN’ORA CON GIANCARLO DE CATALDO
Una storia d’Italia in “giallo”

Intrecciando microstorie con uno scorcio di storia italiana (autunno 1992-autunno 1993) che ha visto la fine della prima repubblica e i prodromi della seconda, De Cataldo, con il libro “Nelle mani giuste”, e attingendo anche ai suoi “Romanzo criminale, “Fuoco” e “Onora il padre”, ha tentato una possibile verità politica, giudiziaria e morale dell’Italia degli anni Settanta e Ottanta.