Qui è altrove.

Fotografia, scultura, video e installazione

a cura di Francesco Poli e Francesca Referza
CASTELBASSO 18 luglio - 30 agosto 2009

Castelbasso Progetto Cultura, con la collettiva QUI È ALTROVE curata da Francesco Poli e Francesca Referza, si è fatto promotore di un nuovo appuntamento di arte contemporanea.
La manifestazione, ormai riconosciutaa tra le più importanti iniziative culturali italiane, è stata organizzata dalla Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture e dall’Associazione Amici per Castelbasso (ONLUS).
La mostra è stata il primo evento di una nuova programmazione di arte contemporanea giovane che, a partire dal 2009 e fino al 2012, è stata ospitata nella sede di Palazzo De Sanctis, già utilizzata per mostre personali e collettive di artisti del Novecento e in alcuni punti appositamente individuati del borgo di Castelbasso.
La mostra QUI È ALTROVE ha compreso opere di 21 artisti, italiani e stranieri, la cui ricerca spazia dall’installazione al video alla fotografia. Per questa mostra, che ha avuto lo scopo di registrare e mettere a confronto alcuni aspetti delle più recenti ricerche contemporanee del panorama italiano, ma non solo, sono stati selezionati e invitati artisti già riconosciuti come tra i più interessanti dell’attuale scena artistica, accanto ad altri più giovani sia anagraficamente che come esperienza.
Gli artisti in mostra, tutti nati tra la metà degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Ottanta, sono stati: Francesco Arena, Gianni Caravaggio, David Casini, Loris Cecchini, Michele D’Agostino, Silvia Giambrone, Daniel Glaser & Magdalena Kunz, Angela Glajcar, Loredana Longo, Armando Lulaj, Marzia Migliora, Jacopo Miliani, Andrea Nacciarriti, Paolo Piscitelli, Arcangelo Sassolino, Eugenio Tibaldi, Nikola Uzunovski, Nico Vascellari, Eltjon Valle, Jelena Vasiljev, Italo Zuffi.
Il titolo QUI È ALTROVE, volutamente disorientante, ha voluto sottolineare il carattere di non specificità tematica dei lavori in mostra. In effetti la mostra ha giocato sull’ambiguità per cui, pur nella peculiarità della collocazione geografica di Castelbasso, quello che si è visto in mostra nel piccolo centro abruzzese ha parlato di altre geografie ed altri orizzonti: da una identità geografica a un’altra, con uno scivolamento semantico e visivo naturale, in una sorta di allotopia, cioè di connotazione geografico-semantica ‘altra’ appunto, che è stata una precisa volontà curatoriale per l’edizione del 2009. Una sorta di grado zero di presentazione in loco della giovane arte contemporanea che ha inteso poi proseguire nel triennio successivo con mostre che coaguleranno, attorno a temi specifici, progetti realizzati appositamente per Castelbasso Progetto Cultura. La mostra dunque si è posta, in questa prima occasione espositiva, come semplice piattaforma di confronto di energie creative che provengono da molti “altrove”.
Gli artisti sono stati comunque invitati a Castelbasso per un sopralluogo preventivo che orientasse la scelta dei lavori e la loro collocazione ottimale nelle sale del palazzo e nel contesto esterno. Alcuni hanno realizzato installazioni “site specific”, cioè pensate appositamente per uno spazio o un luogo particolare del borgo, fornendone così una nuova lettura.
All’interno del palazzo è stato studiato un allestimento che, sfruttando al massimo la sequenza articolata di sale, corridoi e scale, crea un percorso espositivo in cui è emersa l’identità specifica di ogni lavoro, ma dove allo stesso tempo tutte le opere dialogavano con le altre. È stato pubblicato un catalogo con testi e schede critiche dei curatori, e con le immagini delle opere installate in situ. Le opere d’arte contemporanea, pensate appositamente per la mostra, hanno aumentato e dinamizzano la naturale suggestione del contesto ambientale del borgo castelbassese.

Catalogo edito da Maretti editore


Foto di Giovanni Lattanzi