VITO TETI

QUEL CHE RESTA

a cura di Renato Minore
06 agosto, ore 21.30
Quel che resta

Si svuotano. Al posto dei paesi case disabitate, finestre alle quali nessuno si affaccia, balconi inutili, porte sempre chiuse, saracinesche abbassate, uffici pubblici smantellati, stazioni deserte. Sono soprattutto le aree interne a spopolarsi: un fenomeno che, secondo un rapporto di Commissione europea e Legambiente, nel 2006 colpiva un comune italiano su due. Succede dal Piemonte alla Campania, dalla Lombardia alla Sicilia all’Abruzzo. Succede nella Calabria di Vito Teti, professore di Antropologia culturale all’Università della Calabria che di questi paesini è un narratore appassionato: «Il fatto che non ci sia nessuno ad abitarli, o quasi nessuno, non significa che non vi accada niente. O che ci sia poco da raccontare». Così spiega all’inizio del suo libro, “Quel che resta. L’Italia dei paesi, tra abbandoni e ritorni” (Donzelli); e «Quel che resta» è appunto il compito da affrontare. L’assenza e il vuoto sono pieni di segni e di tracce, che vanno decifrati e interpretati.so per caso.