Il borgo
Nel vicolo muto / or scivola un gatto,
un uscio socchiuso / aspetta tu porta
amico saluto / e t’offre un bicchiere
di vino accudito. / Poi ciarle curiose,
il tempo già andato / ti portano a sera
e il giorno è finito. / Poi torni a casa,
dai vetri un saluto / ti cenna cortese,
profumi di deschi / si porta la brezza
nei vicoli, in piazza. / Non sai dove
nasca
tu questa atmosfera / di mondo
sospeso
che lieve il tuo cuore / ti rende
e gioioso.
Sarà che i balconi, / i rossi gerani,
petunie odorose / ti dicon “tu cura
sognar primavera”.













