Sarà presente l’artista

#0 Matteo Fato


a cura di Simone Ciglia

Attraverso il progetto Sarà presente l’artista ogni anno la Fondazione Malvina Menegaz invita un artista a conoscere, per poi riallestire, la propria Collezione permanente.


ArtistaMatteo FatoAnno2018

22 luglio – 2 settembre 2018
Palazzo Clemente, dal martedì alla domenica, dalle 19.00 alle 24.00. (Lunedì 13 agosto aperto)

Ospitato per la prima edizione del progetto, Matteo Fato prende spunto da un antico ritratto di un astronomo presente nella Collezione per costruire una riflessione sul modo di osservare (e quindi percepire) la realtà. Da questo punto di partenza si snoda il percorso espositivo della mostra che comprende opere di autori dal secondo Ottocento al Novecento – fra cui Boille, Festa, Michetti, Spalletti, Turcato – posti in dialogo con le opere di Matteo Fato.

Il progetto Sarà presente l’artista, a cura di Simone Ciglia, nasce con l’intento di riaffermare la centralità della figura dell’artista, richiamata nel titolo che cita ironicamente un’espressione utilizzata in passato negli inviti delle mostre. Con cadenza annuale, un artista è invitato a vestire i panni del curatore, riallestendo la collezione della Fondazione Malvina Menegaz in dialogo con il proprio lavoro.

Nel primo episodio della serie, Matteo Fato prende spunto da un ritratto anonimo di astronomo – l’opera più antica della collezione – per costruire una riflessione sull’osservazione e sull’essere contemporaneo che ripercorre il pensiero di Giorgio Agamben. In Che cos’è il contemporaneo? (2008), il filosofo descrive il rapporto fra l’uomo e il proprio tempo attraverso una metafora celeste. La luminosità delle stelle nell’oscurità del cielo viene spiegata dall’astrofisica per via dell’allontanamento delle galassie, la cui luce viaggia a una velocità inferiore che le impedisce di raggiungere la terra. Allo stesso modo – afferma Agamben – anche «il nostro tempo, il presente, non soltanto è il più lontano, ma non può in nessun caso raggiungerci». Da qui deriva la paradossale necessità – già sottolineata da Nietzsche – di essere inattuale per riuscire a cogliere il proprio tempo: «È davvero contemporaneo chi non coincide perfettamente col suo tempo né si adegua alle sue pretese ed è perciò, in questo senso, inattuale; ma, proprio attraverso questo scarto e questo anacronismo, egli è capace più degli altri di percepire e afferrare il suo tempo».
Da questa esigenza nasce anche il progetto curatoriale di Fato, che concepisce nelle sale di Palazzo Clementi un percorso espositivo fondato sullo sfalsamento temporale. La sua scelta si orienta verso autori italiani che spaziano dal secondo Ottocento al Novecento – fra questi, Franco Angeli, Luigi Boille, Tano Festa, Francesco Paolo Michetti, Ettore Spalletti, Giulio Turcato – in un allestimento che immagina lo spazio «come un foglio in cui disporre pittoricamente gli oggetti». Il loro lavoro è messo in dialogo con quello di Fato, che ha costruito la propria disciplina esplorando i bordi fra immagine e segno, una regione al confine fra pittura e scultura. Da questo incontro nasce l’invito allo spettatore a percepire quello che Agamben dice «il buio del presente».

Matteo Fato è nato a Pescara, nel 1979, dove attualmente vive e lavora. Ha partecipato a numerose mostre in gallerie private e musei pubblici in Italia e all’estero. Nel 2012 ha concluso la residenza presso la Dena Foundation for Contemporary Art (Parigi), con la mostra personale Vidéos_Dessins, e la partecipazione alla mostra La collection Giuliana et Tommaso Setari, retour à l’intime (La maison rouge, Fondation Antoine de Galbert). A Luglio ha partecipato alla mostra OPEN20 nel Museo Mostyn in Galles. Ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui il premio Level 0 – ArtVerona (2013), come artista selezionato da Giacinto Di Pietrantonio per il Museo Gamec, (Bergamo); il Premio Città di Treviglio (2012); il Premio Terna (2014); e il Premio Cramum (2016). Nel 2008 è stato invitato in residenza presso la Fondazione Spinola Banna (Torino) con Adrian Paci come Visiting professor. Nel 2010 è stato selezionato dalla Dena Foundation for Contemporary Art come artista Italiano in residenza presso ArtOmi, (New York). Nel 2015 è stato in residenza per due mesi presso il Nordic Artists’ Centre Dalsåsen (NKD) in Norvegia. Ad Ottobre 2016 è stato invitato a partecipare alla 16° Quadriennale d’Arte a Palazzo delle Esposizioni, Roma. Il suo lavoro è presente in numerose collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero. Dal 2009 ad oggi è docente presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino.

Orari: dal martedì alla domenica, dalle 19.00 alle 24.00 (lunedì 13 agosto aperto)

Ingresso 8 €, ridotto 6 €.

Gratuito per bambini fino ai 6 anni

Biglietto valido per entrambe le mostre
Fondazione Menegaz: tel. 0861.508000
Fondazione Menegaz: e-mail: info@fondazionemenegaz.it

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